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Didattica
Scuola Secondaria di I grado
Successiva alla Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di 1° grado accoglie gli studenti e le studentesse nel periodo di passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza, ne prosegue l’orientamento educativo, eleva il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino e generale di tutto il popolo italiano, accresce le capacità di partecipazione e di contributo ai valori della cultura e della civiltà e costituisce, infine, grazie agli sviluppi metodologici e didattici conformi alla sua natura ‘secondaria’, la premessa indispensabile per l’ulteriore impegno dei ragazzi nel secondo ciclo di istruzione e di formazione.
Il passaggio dall’istruzione primaria all’istruzione secondaria di 1° grado, pur nella continuità del processo educativo che deve svolgersi secondo spontaneità e rispetto dei tempi individuali di maturazione della persona anche e soprattutto nella scuola, esprime, sul piano epistemologico, un valore simbolico di ‘rottura’ che dispiegherà poi le sue potenzialità nell’istruzione e nella formazione del secondo ciclo.
La scoperta del modello. Nell’età della Scuola Primaria, nonostante la ricchezza dei quadri conoscitivi elaborati nel corso del quinquennio, resta, in genere, ancora dominante la persuasione di una coincidenza tra realtà e conoscenza della realtà, tra la natura e le rappresentazioni che ce ne facciamo.
Passare da una istruzione primaria ad una istruzione secondaria significa, invece, cominciare a maturare le consapevolezze che mettono in crisi questo isomorfismo ingenuo e scoprire in maniera via via più convincente e raffinata l’incompletezza di qualsiasi rappresentazione, iconica e/o logica, della realtà.
Passare da un’istruzione primaria ad una secondaria di 1° grado, in questo senso, significa confrontarsi con il problema del modello.
Qualsiasi modello della realtà, a partire da quello iconico fotografico per giungere a quello più astratto e formale, infatti, non comporta una trascrizione completa e fedele dell'oggetto che vuole rappresentare, bensì una selezione di certe qualità o scopi di esso. Conoscere in maniera ‘secondaria’ vuol dire, allora, adoperare costrutti mentali esplicativi che si fondano su un uso appropriato dell’analogia.
Proprio perché l’analogia è regolata e controllata da convenzioni e/o da proprietà ‘assegnate’ che determinano il modo con cui l’uomo filtra i dati della realtà e li traduce in immagini e/o simboli, è possibile per tutti riferirsi e maneggiare la medesima realtà, costruendo, a riguardo di essa, un linguaggio che ha le caratteristiche dell’oggettività e dell’intersoggettività.
Il modello matematico-scientifico. In questo contesto, particolare importanza è attribuita alle modalità attraverso le quali si elabora la descrizione scientifica del mondo, concentrando soprattutto l’attenzione sul processo di matematizzazione degli oggetti fisici e sulla conseguente costituzione di un modello che rimpiazza in senso letterale gli oggetti reali.
Il modello matematico, per i suoi pregi di oggettività e di intersoggettività, diventa elemento di congiunzione, vero e proprio “interfaccia”, tra la realtà e la dimensione delle scienze sperimentali. Si avvia, a partire dalla Scuola Secondaria di 1° grado, un processo iterativo che modifica e raffina i modelli ottenuti attraverso l’analisi, in forma sempre più logicamente organizzata, della complessità dei dati reali e la successiva verifica condotta alla luce delle prove sperimentali disponibili. Il processo continua sino a quando i risultati ottenuti su una classe significativa di dati empirici non siano ritenuti soddisfacenti da chi si è posto il problema di comprenderli e di comunicarli universalmente senza cadere in equivoci.
Oltre il riduzionismo. Il ruolo dei modelli si rafforza e si amplia con l’incrementarsi delle situazioni sperimentali che si presentano con un numero cospicuo di variabili. La catena di anelli che separa l’evento del mondo reale e quello della descrizione di esso offerta dalle teorie scientifiche si allunga, in questi casi, progressivamente.
Questa separazione, tuttavia, lungi dal segnalare una qualche impossibilità di accesso conoscitivo al reale, è piuttosto il segno dell’inesauribile complessità della realtà: per quante facce si colgano di essa, infatti, non è possibile comprenderle tutte e, soprattutto, tutte insieme contemporaneamente.
Passare da un’istruzione primaria ad un’istruzione secondaria di 1° grado significa, allora, iniziare a scoprire i segni di questa dinamica di ricerca, sperimentarla e superare ogni residuo egocentrismo cognitivo di tipo infantile per assumere, al contrario, la responsabilità di una vita criticamente sempre vigile e tesa –attraverso il confronto – alla ricerca della verità.
La parte e il tutto. Proprio l’inesauribilità della realtà e il suo carattere aperto a più modelli rappresentativi spiega due altre dimensioni che accompagnano l’istruzione secondaria di 1° grado.
La prima riguarda la necessità di modelli di rappresentazione degli oggetti, del mondo e della vita diversi da quelli scientifico-matematici: si tratta dei modelli di natura linguistico-letteraria, artistico-estetica, tecnologica, storico-sociale, etica e religiosa che tanta parte hanno avuto nella nostra tradizione, contribuendo con pari (quando non, in alcuni momenti storici, maggiore) dignità a ricercare la verità e a definire la nostra identità culturale. Infatti, dimensioni come l’affettività, il giudizio etico, l’appagamento estetico, il senso del limite ecc…, non trovano nei modelli matematici adeguati strumenti di rappresentazione.
La seconda si riferisce al bisogno di ogni soggetto conoscente, in età evolutiva o adulta, di ancorare l’inesauribilità delle rappresentazioni della realtà ad una visione complessiva e unitaria di essa, nonché al significato sentito personalmente del suo rapporto con essa.
Passare da una conoscenza primaria ad una secondaria di 1° grado, allora, significa cominciare ad essere consapevoli della necessità di rimandare sempre, nell’incontro personale (e di tutti) con la realtà, la parte al tutto e il tutto alla parte, ovvero di collegare sempre le prospettive parziali di lettura rappresentativa del mondo e della vita in un sistema unitario e integrato di significati personali, che se non può ambire a presentarsi come sintesi compiuta e definitiva dei modelli parziali che ingloba, si preoccupa, però, di chiarire e approfondire i nessi e i raccordi che individua tra loro.
Qualifica così l’istruzione secondaria di 1° grado il principio che vuole ogni disciplina aperta all’interdisciplinarità più completa, a cui segue il salto transdisciplinare, ovvero il confronto con una «visione personale unitaria» di sé, degli altri, della cultura e del mondo.
L’Istituto “G. Carducci” nasce nel 1971 come scuola Media autonoma in quanto faceva parte di una sezione staccata della S.M.S. “De Ruggiero” di Brusciano. La scuola era ubicata in un edificio adattato, con sede in via Parrocchia.
Nell’anno scolastico 1999/2000 la scuola Media ha una nuova sede in via Torino, un edificio che accoglie circa 247 alunni distribuiti in 12 aule. L’edificio presenta inoltre un’aula adibita a laboratorio di attività manuali, un’aula multimediale, un’aula magna destinata agli incontri collegiali, e tre aule destinate all’ufficio di segreteria e presidenza. Presenta inoltre un ampio spazio esterno, e una palestra coperta. La scuola non presenta una biblioteca, e manca inoltre di vari strumenti e attrezzature. Dall’anno scolastico 2000/2001, in seguito al decreto sull’autonomia viene istituito l’Istituto Autonomo Comprensivo di scuola Materna, Elementare e Media. Due scuole sono situate in strutture poco distanti l’una dall’altra. La scuola Materna, confina con la scuola Media, ed è un edificio recentemente ristrutturato che ospita circa 270 alunni distribuiti in 4 sezioni eterogenee (A.B.C.D) sezioni formate da 25 a 27 alunni. L’edificio scolastico e ben strutturato con ampi spazi interni ed esterni. Tre piccole stanze adibite a laboratorio per attività extracurriculari (grafico-pittoriche-manipolative). Aule ampie e bene illuminate con servizi igienici all’interno. Servizi igienici per le insegnanti ed il personale non docente. Ampio refettorio con piccola cucina non funzionale. Grandi spazi interni per attività di psicomotricità, spazi esterni (giardino) per attività di giardinaggio.La scuola Elementare, invece situata in via Materdomini è un edificio al quanto vetusto, presenta 20 aule non tutte adeguate ad accogliere le classi. E’ strutturato su due piani, al primo vi sono 8 aule e un’aula destinata a diverse attività: biblioteca, attività di recupero, attività particolari per alunni diversamente abili, la stessa viene utilizzata anche per momenti di programmazione. Al pino terra sono presenti 13 aule di cui una è adibita a laboratorio e custodisce i sussidi e materiali di pulizia dei L.S.U. Servizi igienici poco adeguati, mancanza di spazi all’interno e all’esterno, che impedisce le attività didattiche se non quelle strettamente curriculari. La nuova impostazione ha comportato da un lato non poche difficoltà organizzative e gestionali, superate dall’impegno del personale dirigente, docenti e non docenti; dall’altro ha favorito una crescita ed una migliore utilizzazione delle risorse professionali. La <verticalizzazione> inoltre ha favorito l’elaborazione di un progetto educativo unico, espletato in itinere e coinvolgente la scuola dalla Materna alla Media. Il presente Piano, inoltre, tiene conto dei principi stabiliti dalla “Carta dei Servizi” e configura la nostra scuola come <<sistema sociale aperto>> i cui elementi sono in reciproca interdipendenza all’interno e con l’esterno. Si sono così creati i presupposti per attivare i principi fondamentali dell’autonomia.
ANALISI DELL’AMBIENTE SOCIO-ECONOMICO IN CUI OPERA LA SCUOLA: Il nostro Istituto Comprensivo opera nella zona sud del territorio di Napoli, in un’area con caratteristiche prettamente abitative, strutturata tra una parte di centro storico e un quartiere popolare piuttosto ampio.Il centro storico è costituito da costruzioni abbastanza umili, somiglianti a quelli degli altri centri dell’hinterland napoletano, con le zone di verde depredate per far posto ad abitazioni costruite senza rispetto per alcuna norma urbanistica. Mancano una biblioteca, un cinema-teatro, centri sportivi, parchi attrezzati. Le attività produttive della zona sono in maggioranza commerciali ed artigianali e in piccola parte terziarie. L’attività agricola, un tempo fiorente, è svolta ancora da pochissime famiglie che lavorano i suoli collocati nelle aree destinate a queste attività dal Piano Regolatore urbano. L’artigianato si basa su lavori del settore edile, carpenteria in ferro e in legno e su diversi segmenti di lavoro indispensabili al vivere civile del paese, nel settore dei servizi alle cose e alle persone (officine auto-moto, autolavaggio, parrucchiere, barberie, fotografo, macellaio, ecc.) e i settori dei servizi del capoluogo. Queste condizioni urbanistiche, economiche e sociali conducono la zona in questione a parametri di vivibilità bassi, che sono aggravati ancor più dalla presenza di gruppi malavitosi che, introdotti in alcuni settori della vita sociale, rallentano la crescita democratica e lo sviluppo di una civile organizzazione sociale. Situazione socio-economica delle famiglieDai dati raccolti relativi alla professione dei genitori si può dedurre una situazione economica delle famiglie abbastanza diversificata. La media dei dati relativi alla professione dei genitori degli alunni è la seguente:
Lavoro dipendente: 53% così ripartito
Operai 44%
Impiegati 8%
Dirigenti 1%
Lavoro autonomo: 47% così ripartito
Coltivatori diretti 8%
Artigiani 25%
Commercianti 12%
Professionisti/Imprenditori 2%
Da notare che diversi padri oltre il proprio orario di lavoro, svolgono come attività secondaria, una residuale coltivazione della terra. Anche le madri contribuiscono al reddito familiare: circa il 20% di esse hanno un lavoro dipendente, non mancano comunque le artigiane e le commercianti.
Da quanto emerge da questa ricerca si può concludere che sono presenti nella scuola alunni provenienti da ogni fascia sociale, nessuna esclusa, anche se le fasce estreme non superano probabilmente il 4–5% ciascuna.
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